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Alghero è uno dei più importanti poli turistici della Sardegna. È un'isola linguistica: in città si parla il catalano che fu introdotto dai dominatori spagnoli nel corso di più di 400 anni di governo. Il centro storico, con gli antichi palazzi aragonesi, le mura e le torri e poi le spiagge, le grotte, le scogliere e la vita notturna, fanno di Alghero una città unica. La città presenta un bellissimo nucleo storico, pressoché intatto, ma anche quartieri periferici moderni. L'impianto urbanistico conserva numerose testimonianze della dominazione aragonese e spagnola: i tratti della cinta muraria, le torri difensive, i palazzi ad uso privato e pregevoli monumenti religiosi. Nei dintorni di Alghero spiagge, scogliere e grotte, isole, stagni e l'unico piccolo lago naturale della Sardegna il Lago Baratz. Capo Caccia è una magnifica scogliera calcarea a strapiombo sul mare. Sopra Capo Caccia, verso Nord-Ovest, è posta l'Isola Foradada, un bel faraglione proprio di fronte alla Grotta di Nettuno.
La Grotta di Nettuno, famosa non solo in Sardegna, è tra le più belle dell'Isola. da menzionare inoltre "le Bombarde" belle spiagge incastonate fra le rocce a pochi chilometri dal centro. Tutta l'area che da Alghero arriva fino al Porticciolo è sottoposta al vincolo del Parco Naturale. La gastronomia algherese affianca ai sapori del mare i gusti ed i forti aromi delle essenze mediterranee della sua flora ed offre sia piatti di antica tradizione pastorale e contadina sia di origine marinara, preparati dai pescatori o dalle loro mogli, con le prede della giornata. I piatti di pesce sono cucinati prevalentemente arrosto o in zuppe e sono comunque piatti semplici nell'elaborazione e genuini. Così i crostacei e i molluschi, che hanno trovato fin dall'epoca preistorica un posto di riguardo nella gastronomia locale, come dimostrano gli scavi archeologici. Si comincia con l'aragosta, il cui gusto viene esaltato proprio da una preparazione semplice: lessata e poi condita con olio sardo e limone; le cozze e le arselle hanno un gusto inimitabile. Il muggine si cuoce semplicemente a vapore e si condisce con un'erba profumata. Dalla cultura pastorale la cucina ha ereditato inoltre l'uso della carne: arrosti di agnello, capretto e maialino da latte, detto porcetto, ottenuti con lunghe e sapienti cotture, sempre con il fuoco di legna di leccio, lentischio e corbezzolo. Il sapore "de su porcheddu a sa sarda" è assolutamente inimitabile.
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