|
Cargèse è conosciuta per aver accolto, nel 1676, una colonia greca rifugiatasi in Corsica per fuggire dalla tirannia ottomana. Arrivando a Cargèse e passeggiando lungo le sue vie, non dimenticate la sua storia. Vi troverete nel dedalo delle case dai colori chiari e dai tetti color rosso. Noterete la dolcezza e l'accoglienza degli sguardi che hanno conservato ancora il colore azzurro del mare Egeo. Il paesaggio che circonda Cargese è di una bellezza che toglie il fiato. 20 km a nord il Golfo di Porto, con il suo litorale costeggiato da scogliere di granito rosso che si tuffano in un mare di un azzurro intenso, ben merita di essere classificato nel Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.
A sud di Porto troviamo le calanche di Piana, sorprendenti sculture granitiche che variano dall'arancio al rosso a seconda dell'ora. Vi scoprirete i "taffoni", cavità naturali che ospitavano i primi uomini. Il suo villaggio "Piana" è classificato tra i più belli della Francia.
A sud di Cargese, troviamo Sagone che offre un altro universo: in pochi minuti passate dalle su spiagge abbaglianti di sole alla freschezza delle foreste del Parco Naturale Regionale, dove Vico, regione di pastori, offre numerose escursioni verso il lago di Creno e le gole del Liamone. A Cargèse visitate le due chiese latine ed ortodossa, che possiede delle icone di rara bellezza. Da non perdere le meravigliose spiagge del Pero, di Chiuni, della Menasina e di Stagnoli.
Attorno a Cargèse, all'uscita delle calanche, scoprite l'affascinante villaggio di Piana che domina il golfo con il Monte Cinto, spesso innevato sullo sfondo. Visitate la torre genovese di Porto, all'interno della quale è ospitato un piccolo museo dedicato proprio alle torri, e l'acquario di Porto che presenta la flora e la fauna sottomarine. Scoprite i ponti genovesi di Pianella e Zaglia, le antiche tele di Ota che le donne modellavano sulle loro gambe. Osservate le piccole costruzioni di muro a secco, i "grataghji", essicatoi per castagne. A Vico visitate il convento di San Francesco, costruito nel XV secolo da alcuni francescani e spingetevi fino alle terme di Guagno les Bains.
|