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Le barche a vela che d'estate navigano tra La Maddalena e le altre isole dell'Arcipelago fanno spesso sosta a Cala Corsara di Spargi dove non c'è solo una bellissima spiaggia circondata da due altrettanto scenografici promontori rocciosi, ma c'è da scoprire un pezzo di storia antichissima e scorci di natura entusiasmanti. Si attracca al vecchio molo militare, ristrutturato di recente e, avviandosi verso la spiaggia, si giunge al piccolo complesso di dune che forma il lato orientale dell'arenile. Sulle dune c'è una gran varietà di piante pioniere ed in primavera è un vero tripudio di colori e piante rare. Sulle rocce che confinano con la spiaggia, tra le piante della macchia la più comune è il cisto marino (Cistus monspeliensis), assieme alle due ginestre (Calicotome villosa e Genista corsica) dagli sgargianti fiori gialli. Nelle zone più esposte crescono le piantine del limonio delle Bocche (Limonium articulatum), mentre al suolo non è facile notare un'ultima rarità: l'evax di gallura (Evax rotundata) dalle caratteristiche foglie a rosetta arrotondate di colore verde grigio. Per godere pienamente della ricchezza del luogo conviene munirsi di una guida alla flora dell'arcipelago, che si trova nelle librerie del centro storico. L'altra attrazione di Cala Corsara è il grande tafone nel granito al centro della spiaggia: all'apparenza angusto, può invece accogliere molte persone e l'immagine della sabbia candida dall'interno è molto suggestiva.
In quel riparo probabilmente sostavano i commercianti preistorici che trasportavano verso la vicina Corsica l'ossidiana, il bene più prezioso di allora. Da Cala Canniccio a Punta Canotto. Lasciando per mezza giornata la barca e addentrandoci nell’isola il panorama offre scenari di rara bellezza. Da Cala Canniccio chiamata anche Cala Ferrigno, dove si trovano un vecchio molo militare ed i resti di imponenti insediamenti anch'essi militari, un sentiero non sempre ben individuabile sale in direzione sud ovest verso il centro dell'isola, con un dislivello di circa 100 metri in un percorso di un paio di km. Nella zona più vicina al mare l'insediamento riconducibile alla seconda guerra mondiale è stato ricavato letteralmente smontando i blocchi di granito, svuotandoli e riposizionandoli, con ottimi risultati di mimetismo. Si trovano caserme, polveriere, camminamenti e svariati altri edifici che arrivano fino al mare. Dallo stazzo si può anche prendere un sentiero ben evidente che porta fino a Cala Grano dove c'è un approdo: lungo il camminamento si conservano ancora a tratti le strutture che consentivano il trasporto dei materiali fino alle caserme.
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